Antonio Mangiacasale - miodottore.it
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
Induzione all'ovulazione

L'induzione della crescita follicolare multipla permette, a donne affette da sterilità su base ormonale, di ovulare normalmente e di avere la possibilità di concepire in modo naturale.
Determinante per la riuscita del trattamento è la programmazione di rapporti in modo da farli coincidere con l’ovulazione ottenuta con la terapia.
Il trattamento viene controllato mediante ecografia transvaginale (monitoraggio ecografico) e mediante dosaggi di 17-beta-estradiolo (E2).
L’ecografia consente di controllare la risposta delle ovaie, evidenziare il numero e le dimensioni dei follicoli. Ogni follicolo dovrebbe contenere un ovocita ed è considerato maturo quando raggiunge il diametro di 16-20 mm; contemporaneamente l’endometrio aumenta di spessore per prepararsi a ricevere l’embrione, raggiungendo almeno 8 mm di spessore al momento dell’ovulazione.

 
 
 
 
 
 
A.I.H. - Inseminazione intrauterina

L'inseminazione intrauterina è una delle metodiche più semplici di fecondazione assistita.
È indicata in donne con disordini ovulatori, in coppie senza un’evidente causa di sterilità (sterilità idiopatica) e in presenza di almeno una tuba pervia, endometriosi lieve o moderata (stadio 1 e 2), fattore maschile di medio grado, difficoltà nel rapporto sessuale (vaginismo).
Poiché l’AIH prevede una normale o lievemente ridotta capacità degli spermatozoi di fecondare l’ovocita, all’interno dell’apparato riproduttivo femminile, è importante che i test per la valutazione della fertilità maschile mostrino un’accettabile qualità degli spermatozoi (numero, movimento e forma).

Per eseguire un’inseminazione intrauterina, si procede all’induzione dell’ovulazione con somministrazione di farmaci i quali hanno la funzione di stimolare le ovaie a produrre più di un follicolo. Controlli ecografici e ormonali effettuati nel corso della terapia, permettono di modificare la dose dei farmaci per ottimizzare la risposta ovarica e personalizzare il trattamento. Quando due o tre follicoli hanno raggiunto le dimensioni di circa 18 mm, l’ovulazione viene indotta con l’iniezione della gonadotropina corionica umana (hCG).
Il giorno dell'inseminazione è fissato in corrispondenza dell’ovulazione. Lo stesso giorno un campione di liquido seminale del partner viene prodotto (dopo 2 – 5 giorni di astinenza) e trattato in laboratorio in modo da selezionare e concentrare gli spermatozoi mobili in un piccolo volume. Il seme così preparato verrà deposto dal ginecologo nell'utero utilizzando un catetere molto sottile e morbido.
Questa procedura è eseguita in ambulatorio e non è invasiva.
Trascorsi 14 giorni dall’inseminazione sarà eseguito il dosaggio plasmatico della β-hCG per verificare se si è instaurata una gravidanza.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
FIVET - Fecondazione in vitro

È stata sviluppata alla fine degli anni 70 per trattare coppie la cui sterilità è determinata da un danno tubarico. La tecnica si è poi rivelata utile anche nei casi di endometriosi, di sterilità inspiegata e in presenza di un fattore maschile moderato (motilità e concentrazione degli spermatozoi poco più basse dei valori normali, ma morfologia ottimale). Inoltre viene proposta in caso di insuccesso con procedure più semplici. Il principale fattore discriminante è comunque rappresentato dall’età della partner femminile. La FIVET è sconsigliata al di sopra dei 38 anni, poichè la qualità ovocitaria lentamente decresce.
La FIVET potrebbe essere eseguita su ciclo spontaneo ma più frequentemente è eseguita accoppiata all’induzione della crescita follicolare multipla. Ecografie (Monitoraggi ecografici) e dosaggi ormonali (E2, Progesterone) permettono di valutare la crescita dei follicoli, la crescita dell’endometrio che riveste l’utero e consentono di individualizzare le dosi terapeutiche e prevenire effetti collaterali. Quando un certo numero di follicoli raggiunge il giusto stadio di crescita, viene indotta la fase finale di maturazione follicolare tramite la somministrazione dell'ormone hCG (gonadotropina corionica umana).
Dopo circa 36 ore dalla somministrazione della HCG viene effettuato il Prelievo ovocitario o pick-up. Si tratta di un intervento che avviene in sedazione per via transvaginale, di rapida esecuzione, sotto controllo ecografico durante il quale vengono aspirati i follicoli maturati nelle ovaie attraverso l’ausilio di uno specifico ago. I follicoli contengono gli ovociti (cellula uovo) immersi nel liquido follicolare e avvolti da particolari cellule (cellule del cumulo ooforo) che li proteggono e che dovranno essere attraversate dagli spermatozoi per raggiungere l’ovocita. Il fluido follicolare prelevato sarà esaminato in laboratorio e gli ovociti recuperati valutati in termini di morfologia. Circa 5 – 6 ore dopo il pick-up gli ovociti verranno messi in incubazione insieme agli spermatozoi, ottenuti da un campione del liquido seminale del partner maschile opportunamente lavorato e concentrato, in un’adeguata quantità di terreno di coltura, al fine di poter mimare in vitro l’incontro tra la cellula femminile e la cellula maschile cosi come avverrebbe nelle tube. L’ingresso dello spermatozoo nell’ovocita determina l’inizio del processo di fecondazione, che durerà circa 20 ore e porterà alla fusione del DNA materno e paterno e alla formazione dell’embrione.
Dopo 16-18 ore di incubazione si verifica l’avvenuta fertilizzazione, cioè la formazione dello zigote dove si possono osservare i due pronuclei (quello maschile e femminile). La fecondazione è l’evento atteso ma non si verifica nel 100% dei casi. Un centro di PMA di buon livello dovrebbe garantire alle coppie una percentuale di fertilizzazione variabile dal 50% al 75% (percentuali strettamente legate all’età della paziente, alle caratteristiche degli spermatozoi e alla patologia). Gli embrioni così formati vengono mantenuti in coltura per altre 72-120 ore e quindi trasferiti in utero. Il transfer embrionale è una procedura molto semplice e poco invasiva, assolutamente non traumatica e indolore. Gli embrioni sospesi in un terreno di coltura specifico, vengono aspirati in un catetere e delicatamente depositati nell’utero. Gli embrioni trasferiti al terzo giorno dovrebbero essere formati dalle 6 alle 8 cellule, mentre al 5° giorno si trovano allo stadio di blastocisti.

 
 
 
 
 
ICSI

Prevede lo stesso iter di preparazione della FIVET, quello che cambia è la modalità di inseminazione degli ovociti. È una metodica nata nel 1992 per superare la difficoltà a concepire di quelle coppie con un fattore maschile grave (bassa conta e bassa motilità). Oggi l’ICSI è consigliata per tutte le coppie con un'infertilità dovuta a:
fattore maschile medio/severo
coppie con un ciclo precedente FIVET con fallita fertilizzazione o con un tasso di fertilizzazione inferiore al 25%
ridotto recupero di ovociti.
Endometriosi grave
Età avanzata femminile
Un singolo spermatozoo è iniettato direttamente nell’ovocita mediante uno strumento chiamato micromanipolatore all’interno dell’ovocita. Il biologo attraverso una micropipetta (dal diametro di circa 5 µm) inietta lo spermatozoo all’interno del citoplasma dell’ovocita.
Come per la FIVET 16-18 ore dopo l’inseminazione si verifica l’avvenuta fertilizzazione, cioè la formazione dello zigote dove si possono osservare i due pronuclei (quello maschile e femminile). Anche in questo caso la fecondazione è l’evento atteso ma non si verifica nel 100% dei casi. Un centro di PMA di buon livello dovrebbe garantire alle coppie una percentuale di fertilizzazione variabile dal 50% al 75% (percentuali strettamente legate all’età della paziente, alle caratteristiche degli spermatozoi e alla patologia). Gli embrioni così formati vengono mantenuti in coltura per altre 72-120 ore e quindi trasferiti in utero.
Il transfer embrionale è una procedura molto semplice e poco invasiva, assolutamente non traumatica e indolore. Gli embrioni sospesi in un terreno di coltura specifico, vengono aspirati in un catetere e delicatamente depositati nell’utero. Gli embrioni trasferiti al terzo giorno dovrebbero essere formati dalle 6 alle 8 cellule, mentre al 5° giorno si trovano allo stadio di blastocisti.